Smart working: come creare una postazione ergonomica per il ‘lavoro casalingo’

La diffusione improvvisa della pratica del ‘lavoro da casa’ presso enormi strati della popolazione lavorativa a seguito dell’emergenza sanitaria in atto, è stata accompagnata dalla proliferazione in rete, e non solo, di articoli e discussioni sullo smart working.

È importante sottolineare che la condizione attuale di molti appartiene alla fattispecie del lavoro casalingo forzato e non dello smart working. Per parlare di smart working, come già accennato, bisogna allargare il discorso a questioni contrattuali, relazioni basate sulla fiducia e alla pluralità di luoghi in cui svolgere ognuno il suo lavoro, luoghi di cui uno è sicuramente, ma non esclusivamente, la propria casa.

Presi dall’euforia del lavoro da casa, molti si sono messi seduti sul divano col laptop appoggiato sulle ginocchia, oppure sul tavolino basso davanti alla televisione. Perché è questo lo stile presentato in gran parte dell’iconografia che accompagna i post sul tema smart working: mug di caffè fumante, laptop sulle ginocchia e tuta da ginnastica.

La salute della schiena innanzitutto

Una postura come quella appena descritta può funzionare per il tempo necessario a inviare una breve email o editare un documento di una paginetta; ma prova a mantenerla anche solo per 30 minuti e rischi di alzarti dal divano con la schiena dolorante, mantienila per un giorno intero e rischi di avere problemi più grossi per giorni e giorni.

Lo spazio per muovere le gambe

Dunque niente tavolini bassi e niente divani, poltrone, amache o sedie a dondolo. Quello che serve per lavorare è un tavolo oppure una scrivania. Il tavolo della cucina (o del soggiorno) può andare bene, a meno che non sia rotondo, nel qual caso gli avambracci non trovano sostegno e vanno a gravare sulle spalle, con maggiore affaticamento per la schiena.

Guarda ora sotto il tavolo: sotto il tuo piano di lavoro c’è sufficiente spazio per muovere le gambe? Rimuovi tutto quello che ingombra i movimenti. Se stai molte ore seduto devi poter allungare le gambe con frequenza per evitare che si intorpidiscano. Inoltre è opportuno almeno ogni 20/30 minuti alzarsi dalla postazione, e fare un giro per la stanza, distendendo la muscolatura della schiena.

Posizionamento dello schermo

La distanza dello schermo dagli occhi ovviamente dipende dalle dimensioni del monitor.

Lavorando con un laptop la distanza giusta dello schermo è tale che, allungando il braccio con la mano piegata e le dita rivolte verso l’alto, non riesci a toccare lo schermo per qualche centimetro.

Per quanto riguarda invece l’altezza, lo schermo è posizionato in modo tale che il bordo superiore si trovi leggermente al di sotto della linea del tuo sguardo. Il bordo superiore dello schermo deve quindi trovarsi 5/10 cm al di sotto dell’altezza degli occhi.

Se hai uno schermo regolabile in altezza, attento a non alzarlo troppo. Rischi di piegare automaticamente la testa all'indietro per portare lo sguardo sulla parte centrale dello schermo, sollecitando eccessivamente i dischi della zona cervicale della colonna vertebrale.

La sedia adatta

Cerca tra quelle che hai in casa una sedia che ti permetta, stando seduto in posizione rilassata, di avere gli avambracci paralleli al piano di lavoro. Quando sei seduto, tra la parte posteriore del ginocchio e il bordo della sedia deve rimanere uno spazio di almeno due dita e i piedi devono stare appoggiati a terra senza che questo comporti uno schiacciamento o un fastidio della zona posta subito dietro l’incavo del ginocchio.

Ecco una semplice prova che ti può aiutare a trovare rapidamente la sedia giusta.

Mettiti in piedi di fianco alla sedia: se la superficie del sedile è di 3 cm più bassa dell’incavo del ginocchio, la sedia è giusta per la tua statura. Ricordati di non accavallare mai le gambe: la circolazione sanguigna ne risentirebbe e potresti avvertire formicolii e altri fastidi. Sforzati infine di stare quanto più possibile con la schiena dritta e evita di scivolare in avanti incurvando la schiena: se ti capita alzati e cammina un po’ per la stanza, vuol dire che quello che stai facendo ti sta veramente annoiando!

E comunque non ti dimenticare di spostare il busto avanti e indietro periodicamente: non tenere mai una posizione fissa anche nei momenti di massima concentrazione.

Pause

Concediti regolarmente delle pause: in casa le occasioni non mancano. Ma attento a non cadere nella trappola delle ‘visite al frigorifero’. Meglio tenere della frutta fresca a portata di mano per rifocillarsi a metà mattina e metà pomeriggio.

L’acqua fresca non deve mai mancare, ma mai in bicchiere: il rischio di danneggiare il computer o allagare i documenti cartacei è sempre presente. È molto meglio concedersi una pausa per bere alzandosi dalla propria postazione… e magari approfittare della pausa per fare due coccole al gatto.

EOS Solutions aderisce a Flexible Working, progetto solidale promosso da Microsoft per aiutare le aziende italiane a utilizzare rapidamente gli strumenti abilitanti per lo smart working, erogando servizi gratuiti di attivazione e formazione dello strumento di collaborazione da remoto Microsoft Teams.

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